Gli esperti del settore moda affermano come il 2021 sarà l’anno della moda etica e sostenibile. E quale città se non Milano, famosa per le sue settimane della moda, potrebbe stare più al centro di questo dibattito. A tal proposito, scrive l’imprenditore e consulente di Milano Bruno Mafrici nel suo blog, in cui leggiamo e pubblichiamo questo interessante approfondimento.

Il protrarsi della pandemia ha accresciuto, come vediamo, la sensibilità delle persone rispetto all’impatto delle iniziative umane sull’ambiente; questa rinnovata presa di consapevolezza ha toccato anche il settore della moda. Già da qualche tempo, moda e sostenibilità vanno a braccetto; nel 2019, infatti, la storia della moda internazionale ha fatto segnare un evento importante in tema, quando a Los Angeles andò in scena il primo Vegan Fashion Week. Inoltre, stando alle stime diffuse dal Grand View Research, nel corso del 2019 il settore della moda femminile “sostenibile” ha toccato un valore pari al 396,3 miliardi di dollari, con la possibilità di raggiungere un valore di 1095,6 miliardi di dollari; tra il 2020 ed il 2027, invece, si registrerà un tasso di incremento annuale nel settore pari al 13,6%.

La rivoluzione green nell’abbigliamento, come ci ricorda anche Bruno Mafrici nel suo approfondimento, ha avuto inizio con le case di modo che hanno dato vita ad un abbigliamento “animal free”. I primi capi a perseguire questa nuova filosofia sono state le pellicce, realizzate con materiali sintetici, seguite da jeans e diversi accessori, tutti accompagnati dalla certificazione “VeganOk”. Il prossimo passo sarà quello di mandare in pensione anche il cuoio, essendo altamente inquinante, ma anche il materiale più usato nel comparto del tessile. Sebbene il COVID abbia messo in ginocchio anche il comparto abbigliamento, l’evoluzione della moda non si è arrestata e molte aziende stanno sostenendo le produzioni tessili animal – free, per soddisfare le nuove esigenze del mercato. Il primo motivo per cui i consumatori perseguono una moda di tipo green è la salvaguardia della salute. Il cuoio di origine animale è attualmente sostituito dalla “pelle di cactus”. Prende la denominazione di “Desserto” ed è molto simile al cuoio, ma ottenuto dalla lavorazione delle foglie di un cactus tipico del Nopal, in Messico. Questo materiale riesce a coprire le esigenze proprie dell’industria della moda, della pelletteria, dell’arredamento e dell’auto; da poco, inoltre, la pelle di cactus è sempre più usata all’interno delle collezioni di multinazionali dell’abbigliamento. Un altro materiale che entrerà tra le tendenze del 2021 nel settore dell’abbigliamento è la pelle vegan biodegradabile. Esso è un materiale di origine vegetale, ottenuto dagli scarti agricoli; è flessibile e resistente alle abrasioni. Infine, anche il Weganool sta prendendo sempre più piede tra i materiali alternativi da usare nel settore della moda come surrogato del cashmere, insieme alla  “seta di bambù”, in sostituzione del tessuto di origine animale. Si tratta di un tessuto molto morbido e setoso, che non ha bisogno di fertilizzanti chimici per essere realizzato. Pertanto, la moda del futuro è ormai sempre più orientata ad una produzione animal – free e di tipo Vega.